Suono e Immagine Classica I Concerti alla Sala Umberto STAGIONE 2017|2018 direzione artistica Lorenzo Porta del Lungo a cura dell'Associazione Suono e Immagine Onlus, 26 Novembre 2017, 21 Gennaio - 11 Febbraio - 11 Marzo - 15 Aprile 2018

Domenica Classica

 I Concerti alla Sala Umberto 

STAGIONE 2017|2018

direzione artistica Lorenzo Porta del Lungo

a cura dell'Associazione Suono e Immagine Onlus


11 Febbraio 2018 ore 11

 



Il canto femminile europeo

mezzosoprano e viola, due voci d’oro… rosso

 

Ilona Balint, viola - Edina Bak, pianoforte – Katia Castelli, mezzosoprano

 

Nella percezione comune, nella famiglia degli strumenti musicali, la viola è femminile ed il violino, anche se di voce più acuta, maschile. Ed è vero perché la viola è la mamma del violino che, prima di essere chiamato così, era la “piccola viola “. Mentre il violino, agile e rapido, è diventato, prima nelle mani di uomini, ma ormai da molto tempo anche di donne, il simbolo del virtuosismo solistico, dell’azzardo ed è stato spesso associato al diabolico, la viola si è sviluppata armoniosamente e più costantemente nel tempo, fino a diventare anch’ella strumento solista, ma sempre nel contesto, estranea all’ esibizionismo, più in rapporto con il collettivo.

 Si potrebbe dire che la viola, elemento femminile nell’orchestra, abbia indicato in anticipo la strada della crescita della donna come soggetto nella drammaturgia dell’opera e nell’arte del canto, dopo aver subito una discriminazione soprattutto derivante da regolamenti religiosi. Una strada che parte per esempio dal Combattimento di Tancredi e Clorinda, del 1624, dove Clorinda è una soldatessa pagana, dal mito fino alle eroine del verismo e oltre. In passato, pur di non far emergere la donna nel canto, si “modificavano” le voci maschili nel terribile modo che conosciamo. E invece il canto femminile si evolverà attraverso il belcantismo e lo sterminato repertorio dei Lieder.

 

In questo concerto voce e strumento si alternano come sorelle/ amiche da sempre, in brani di grandi autori che, quasi tutti, attraversarono continuamente l’Europa musicale e oltre fino alla Russia, in un arco di storia che va dal primo ‘700 all’ultimo ‘800

Lorenzo Porta del Lungo

Domenica Classica

 I Concerti alla Sala Umberto 

STAGIONE 2017|2018

direzione artistica Lorenzo Porta del Lungo

a cura dell'Associazione Suono e Immagine Onlus


21 Gennaio 2018 ore 11

 

Mozart in concerto e in quartetto

 

Marco Barbaresi (pianoforte) e ALAUDA QUARTET

Cristina Prats Costa, violino - Milan Berginc, violino

Mari Adachi, viola - Elena Cappelletti, violoncello

 

Rassegna Stampa 

Prove Concerto! 

 

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Wolfango scrisse questo splendido concerto per pianoforte per il pubblico di Vienna, nel 1782. Infatti un anno prima egli aveva lasciato Salisburgo, sbattendo la porta del re e primo sacerdote della sua città natale, Hyeronimus Colloredo, suo datore di lavoro, nonché di suo padre Leopold. Era stato un gesto considerato grave e scandaloso, ma Mozart non ne poteva proprio più di sopportare le angherie dell’Arcivescovo nei suoi confronti, come scrive chiaramente nelle sue lettere. Perfino i camerieri di corte erano imbarazzati per questo. Colloredo non era uno stupido, ma nei confronti di un genio si hanno davanti due strade: o si riconosce la superiorità dell'altro, anche indipendentemente da questioni di potere, età o posizione sociale, oppure si fa un testa a testa in cui, ineluttabilmente, si finisce per istupidirsi e diventare perfino ridicoli. Cominciò così la libera professione di Mozart, un azzardo a cui fu costretto e che lo portò verso un destino molto eccitante, ma anche molto insicuro, perché i tempi non erano maturi per questo, lo saranno solo almeno due decenni più tardi, ai tempi di Beethoven. Ma Mozart era certo delle sue qualità superiori e non ci furono alternative possibili. Il concerto è scritto con una libertà stilistica nuova anche per Mozart stesso, e il tema del secondo tempo è tratto dall’opera di Johann Christian Bach, e al lui dedicato in memoria. Richiede al pianista versatilità tecnica e profondità di interpretazione ma molta dolcezza. E’ scritto per poter essere eseguito anche con un’orchestra di soli archi, dunque senza i fiati, o con il quartetto, come in questo caso. Il quartetto K 458, detto “ La caccia “ per il tema del primo tempo, è del 1785 ed è uno dei sei dedicati ad Hayden, il creatore del quartetto d’archi. E’ carico di una forte tensione dall’inizio alla fine e richiede tutte le doti del quartetto completo, capacità di cantare, ritmica serrata, precisissimo e confidente insieme.

 

Lorenzo Porta del Lungo

 


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l'Associazione Suono e Immagine Onlus.

 

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